Il Cittadino Informato Quanto Basta e la sfida per il giornalismo



di Bruno Mastroianni, da un articolo di AgendaDigitale.eu del 16.5.2019

Vi presento il cittadino informato quanto basta. Un interlocutore che con la rivoluzione digitale sta prendendo sempre più spazio e importanza nello scenario della comunicazione.

Il cittadino, cioè, che partecipa al dibattito fino a un certo punto, legge quello che gli capita sui suoi spazi online senza avere un vero metodo per la fruizione delle notizie, agisce in rete senza avere numeri rilevanti e senza essere un commentatore compulsivo. Ma che con i suoi like, le sue condivisioni, i suoi link inviati tramite le app di messaggistica ha di fatto il potere di influenzare le sue cerchie ristrette, quelle in cui ha più peso proprio perché basate su relazioni di vicinanza e affinità con i suoi contatti.

E’ sul cittadino informato quanto basta (d’ora in poi CIQB) che, nell’era dello strapotere degli algoritmi e della disinformazione, il giornalismo deve riuscire a fare presa, curando e offrendo assieme all’informazione di qualità, anche occasioni di discussione produttive, pure a partire da un moto di dissenso.

Occorre un ripensamento e un riadattamento della funzione e del ruolo dei giornalisti, che dovrebbero essere i primi ad adottare uno stile di comunicazione che inviti al pensiero critico e alla messa alla prova di ciò che si legge. A questo punto, una delle domande fondamentali che deve porsi oggi chi ha il compito di informare in modo attendibile è come inserirsi nel sovraccarico di discussioni in cui il CIQB non è solo una preda, ma un attore e protagonista che le fomenta e le alimenta. Il diverso ruolo del CIQB, insomma, richiama a pensare a un diverso ruolo anche del giornalismo; a meno che il giornalismo non voglia ridursi anch’esso a cavalcare la polarizzazione assumendo posizioni in contrasto per chiamare a raccolta il consenso di chi già le condivide.

Nello scenario precedente, quello delle comunicazioni di massa, il compito dei giornalisti era principalmente semplificare (selezione e verifica delle informazioni nel sovraccarico) per permettere ai cittadini di essere più consapevoli e quindi il più possibile liberi, pur nei limiti delle loro possibilità. È stato da sempre questo il ruolo del watchdog, il cane da guardia della democrazia.

Oggi, nell’epoca della autocomunicazione di massa (Castells, 2009), in cui il sovraccarico è la dimensione in cui il cittadino vive e a cui contribuisce tra giudizi e discussioni con gli altri, la stessa modalità è insufficiente. La selezione, infatti, viene prodotta dalla dinamica dell’engagement e degli algoritmi che premiano la circolazione dei contenuti tra affini, e la verifica (o meglio la non verifica) avviene da parte di ogni utente che si fa una sua propria idea di verità del mondo da se stesso (Fabris, 2017), spesso ridotta a contrasto tra le sue convinzioni e quelle di qualcun altro, aggravando la tendenza a chiudersi in bolle di opinioni omogenee all’interno delle quale trincerarsi.

In questo scenario, insomma, il compito del giornalista, oltre a quello della semplificazione (che rimane sfida attuale e intatta) deve assumere anche qualche connotazione in più, se vuole mantenere la sua capacità di rendere i cittadini più liberi e consapevoli.

È un compito che non può prescindere dalla dinamica delle discussioni continue.

Informare correttamente oggi non è più soltanto curare la qualità delle notizie, la loro tempestività, la confezione del contenuto, la diffusione, ma diventa anche e soprattutto una certa modalità di intercettare il CIQB proprio nella conversazione e nella discussione in cui è impegnato a proposito di quelle notizie e informazioni.

Il giornalismo, oggi, e più in generale la divulgazione del sapere, non possono prescindere dalla disintermediazione e dalla dimensione conversazionale dell’informazione; il che vuol dire avere la capacità di entrare, partecipare, contribuire a quelle conversazioni per produrre in esse e trarre da esse i benefici che derivano da una buona e sana informazione.

L'articolo integrale QUI