Ne è uscito un quadro netto: spesso lo scontro diventa spettacolo, la discussione si trasforma in performance, e gli algoritmi spingono verso polarizzazioni e indignazione facile. Ma la parte più interessante è l’altra: i ragazzi non si sono fermati alla diagnosi e ma hanno posto quattro “virtù” pratiche per vivere tra le polarizzazioni senza diventare polarizzati:
- setacciare invece di farsi distrarre dal rumore;
- adottare e poi adattare (criticando dall’interno le cornici altrui);
- semplificare senza ridurre;
- usare l’exotopia al posto dell’indignazione automatica.
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