Tre anni con Francesco, il pastore del mondo

martedì 15 marzo 2016

di Bruno Mastroianni, Metro, 13.3.2016


Tre anni di Francesco, tre anni di priorità. In questo anniversario di pontificato - era il 13 marzo del 2013 quando fu eletto - viene spontaneo riflettere su quanto Papa Bergoglio sia stato capace di rimettere in primo piano davanti agli occhi del mondo i temi più importanti. Basta pensare al suo primo viaggio: scelse Lampedusa. Oggi ci sembra normale visto che i migranti sono sulle prime pagine dei giornali, ma tre anni fa era un tema semi-ignorato dall’opinione pubblica. Il Papa venuto dalla fine del mondo, vigile e lucido, sapeva di andare al cuore di una delle più grandi sfide dell’Occidente.

  Contro la corruzione

 Stesso effetto quando iniziò, praticamente fin dai primi giorni del pontificato, a parlare di corruzione. Anche lì poteva sembrare un tema secondario, di certo non un argomento della top ten dei temi della Chiesa. Eppure mese dopo mese è diventato sempre più evidente che aveva centrato ciò che inquina i rapporti umani, la politica e gli scenari internazionali. Si potrebbe andare avanti così a lungo: il tema dei poveri e dello scarto, come quello della guerra mondiale “a pezzi”, così come la custodia del creato e l’interdipendenza degli uomini e delle società. Proprio nell’epoca della complessità e delle dinamiche articolate, Francesco mostra una lucidità che sa andare a ciò che è essenziale. Non la lucidità da analista consapevole che elabora ricette, ma qualcosa che ha a che fare con i signficati profondi e fa venir voglia di scoprine la fonte.

  L'essenza del cristianesimo

 Una risposta forse è proprio nell’indizione del giubileo della misericordia, il grande ritorno all’essenza del cristianesimo: un Dio che perdona, che si occupa dell’uomo e lo segue passo passo, da vicino. Si vede che Francesco vive in questa premura paterna che non lascia indietro nessuno. E ce la fa desiderare. Così ispira tutti, credenti e non, leader del mondo e persone comuni. È quello che fa un pastore: indica la strada lasciando a ciascuno il compito di percorrerla, in prima persona.

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