Appunti e rimproveri I gesti forti di Papa Francesco

venerdì 19 febbraio 2016

di Bruno Mastroianni, Metro, 17.2.2016

Dal viaggio del Papa in Messico arrivano diverse immagini potenti ma ce ne sono due in particolare che nelle ultime ore non possono lasciare indifferenti. La prima è il pontefice che inizia a prendere appunti mentre una ragazza gli parla durante l'incontro con i giovani nello stadio di Morelia. Non è certo un'immagine abituale e, al di là della retorica, dice molto di questo Papa e della sua attitudine ad ascoltare, a voler sapere, a imparare da chi ha di fronte. Siamo abituati a una immagine quasi opposta del pontefice e della Chiesa, non a caso in italiano il termine "pontificare" si attribuisce con una certa inflessione negativa a chi ha sempre qualcosa da dire e da insegnare. Uno schema che in quel gesto così semplice è stato spazzato via. Ma c'è un'altra immagine anche più potente. Sta facendo infatti il giro del mondo il rimprovero che Papa Francesco ha fatto con una certa forza a un giovane che lo ha tirato per il braccio facendolo quasi cadere. Il Papa buono e tenero cambia espressione per dirgli due volte con fare serio: "non essere egoista". Se si guarda bene si nota che Francesco, a causa dello strattone, quasi cade addosso a un disabile che ha di fronte. È ciò che fa scattare la sua reazione: poteva far del male a un altro e questo per lui è intollerabile. Anche qui c'è uno schema che si rompe: il Papa buono e accogliente non è affatto un debole buonista, soprattutto se c¹è di mezzo l¹incolumità di un altro. La frase "non essere egoista" poi, detta a uno che lo strattona verso di sé, assume quasi una valenza simbolica: quanti effettivamente in questi anni di pontificato praticano lo "sport" di tirare il Papa dalla propria parte, con il rischio di ferire qualcuno? Il Papa che ascolta e prende appunti, il Papa che non si lascia tirare per la giacchetta. In queste due immagini ce n'è abbastanza per rivedere la maggior parte dei nostri schemi.

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