Riposarsi è lasciarsi amare

giovedì 13 agosto 2015

di Bruno Mastroianni, A Sua immagine Magazine, agosto 2015

Il riposo è una cosa seria. A causa di un certo efficientismo della società dei consumi, spesso cadiamo in una visione schizofrenica del riposo: da un lato riposare sembra qualcosa di non produttivo, una perdita, qualcosa che non fa guadagnare; dall’altro cerchiamo lo svago, lo “staccare”, perché gli impegni quotidiani, a volte stressanti, ci fanno costantemente desiderare di fare altro, di essere altrove. Non così quando ci ricordiamo che il riposo, come il lavoro, è un’azione gradita a Dio.

Il riposo fa parte della creazione: Dio stesso dopo aver creato il mondo il settimo giorno si riposò, non a caso la domenica è “il giorno del Signore”. Anche Gesù parla del riposo: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un po’” e anche “venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”. È curioso notare come Gesù colleghi il riposo a un invito a stare assieme a lui – “venite” – quasi a suggerire che il riposo ha a che fare con il lasciarsi amare e ristorare più che procurarsi da soli una pausa dalle corse quotidiane.

Nell’esigenza umana di fermarsi c’è qualcosa di profondamente divino. Sarebbe veramente troppo poco ridurre questo periodo di vacanza a un semplice svago, in cui concentrarci su noi stessi. Il riposo è invece un momento prezioso in cui lasciare che un Altro, amandoci, dia significato alle nostre fatiche. È così che si riscopre quanto è bello riposarsi e far riposare gli altri che sono accanto a noi.

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