La semplicità di Dio e la leggerezza

venerdì 19 dicembre 2014

di Bruno Mastroianni, Metro, 18 dicembre 2014


Per favore non dite che Benigni è “un grande affabulatore” come fosse stata solo una messa in scena. Nel suo show sui dieci comandamenti c'era sostanza. Sfido chiunque a parlare in prima serata di Dio, di legge morale, di Gesù, e fare anche solo un decimo dello share dell'attore toscano.

Qual è stato il segreto del suo successo? Sarebbe superficiale dire che ha sfondato perché è Benigni. È vero, ha la capacità straordinaria di parlare con leggerezza (apparente) di cose profonde e serie, ma stavolta c'era di più. Il record di ascolti - e di partecipazione sui social network - va ascritto al fatto che per diverse ore in tv si è parlato di Dio fino in fondo. E lo si è fatto nel modo più adeguato: quello della semplicità e del ritorno all'abc, i comandamenti appunto.

Col tempo ci siamo abituati a pensare che Dio sia qualcosa di complicato, distante, impegnativo; “non è televisivo” diremmo. È vero il contrario. Lo show di Benigni ci ha ricordato che la caratteristica fondamentale di Dio è proprio l'essere accessibile. In questo periodo natalizio è quanto mai appropriato. Fra poco infatti ricorderemo come Dio scelse di venire al mondo, preparando per sé solo l'essenziale: una madre e un padre che si volevano bene, pieni di fede; per il resto gli bastò una mangiatoia. Chissà noi come avremmo complicato le cose, preparando una nascita esclusiva e regale. Dio invece scelse fin da subito di essere raggiungibile: nel palazzo in cui nasce il figlio del Re accedono in pochi; nella capanna dove è nato il figlio di Dio, accedono tutti.

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