I social network e le cause sociali

domenica 14 aprile 2013

Recentemente è stato pubblicato uno studio della Georgetown University sul contributo dei social network nel supporto alle cause sociali (http://waggeneredstrom.com/downloads/DSCA-Summary.pdf). Tra le cause più promosse sui social, nella percezione degli intervistati, sono risultate le cause a favore degli animali (41%), seguite dalle emergenze che riguardano i bambini (37%) e, con un certo stacco, la salute (19%) e i diritti umani (18%). Piuttosto basso l'interesse per problemi come la condizione della donna (7%), i beni culturali e l'arte (3%), i rifugiati (1%).




 Qui sotto quelle che gli utenti pensano siano le cause che potrebbero trarre più vantaggio dal supporto dei social network. È interessante notare alcune differenze: i bambini passano al primo posto (37%), seguiti comunque dagli animali (32%); sale la percentuale dei disastri naturali (22%); in generale rimangono simili le percentuali delle diverse emergenze con piccole variazioni. L'attenzione alla donna (6%), all'arte (5%), ai rifugiati (2%), rimangono fanalini di coda.



 Per quanto riguarda le modalità di coinvolgimento delle persone le risposte sono particolarmente significative. Sia chi dà supporto online che offline dichiara di venire a conoscenza di cause sociali soprattutto attraverso i social network (da amici e conoscenti che le promuovono). Gli altri canali si avvicinano nelle percentuali: media online, un amico di persona, una mail da una organizzazione, la tv. Da notare due cose: i website istituzionali sono fanalino di coda (19-18%) e in generale chi supporta online è più sensibile ai metodi online (email, siti, ecc) mentre la tv sembra avere la stessa percentuale di incidenza tra off e on (22%).


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