La rinuncia di BXVI in 1600 battute

martedì 26 febbraio 2013



Visto che in questi giorni - dal punto di vista mediatico - c'è più confusone che altro, ho pensato di dare un colpo all'entropia informativa riassumendo tutto ciò che sta accadendo in 1600 battute. "Less is more", ne sono convinto.

Benedetto XVI ha deciso di rinunciare al suo incarico di Vescovo di Roma, e quindi di Romano Pontefice, lo scorso 11 febbraio, comunicando la decisione ai Cardinali durante un concistoro. La motivazione è il progressivo venire meno delle forze: "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino". La rinuncia da parte di un Pontefice, sebbene rarissima, è contemplata dal diritto canonico nel canone 332.2. Il pontificato finisce il 28 febbraio alle ore 20. In questi anni sono molte le sfide che il Papa ha affrontato: il rinvigorimento della fede, la purificazione nella Chiesa (scandalo abusi), lo sforzo per riportare all'unità i lefebvriani, il ritorno degli anglicani, la trasparenza finanziaria, il dialogo con le altre religioni. Ma anche i grandi temi come la dittatura del relativismo, la necessità di tornare alla ricerca di Dio, la nuova evangelizzazione, la valorizzazione degli insegnamenti del Concilio Vaticano II. I mezzi di comunicazione hanno accolto la notizia distorcendone in qualche caso il senso, come se Benedetto XVI avesse rinunciato per i vatileaks e per la pedofilia, fenomeni invece da lui gestiti e affrontati con grande serietà e determinazione. Si sente anche la pressione su alcuni cardinali accusati di abusi o coinvolti in scandali, con il grave intento di influenzare il Conclave. Ora ci si avvia verso la fase di Sede Vacante e di elezione del futuro Pontefice, un momento di fede, di speranza e di unità che richiede la preghiera di tutto il popolo di Dio.

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