A proposito di un libro su Raimon Panikkar

giovedì 12 luglio 2012

Riporto questa breve ed interessante recensione di Alfredo Méndiz:

Raffaele Luise, Raimon Panikkar. Profeta del dopodomani, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2011, 316 pp. 

Il giornalista della Rai, Raffaele Luise, specializzato in questioni religiose, ha pubblicato un libro di carattere divulgativo sul filosofo e teologo Raimon Panikkar (1918-2010). Nel terzo capitolo, “Numerario e sacerdote dell’Opus Dei” (pp. 25-33), Luise descrive, molto sommariamente, la condizione di Panikkar come membro dell’Opus Dei tra il 1940 e 1966.

Come nel resto del libro, la storia è narrata attarverso un dialogo immaginario con il personaggio. A volte le frasi attribuite al “maestro” (così lo chiama Luise) rispondono a cose che effettivamente dette da Panikkar, altre volte no.

In particolare, la versione che questa conversazione immaginaria dà degli eventi che condussero Panikkar a lasciare l’Opus Dei ha poco a che vedere con la realtà. Per tutta la vita, Raimon Panikkar ha fatto riferimento a questi eventi solo molto raramente. Parlava del tempo in cui era stato dell’Opus Dei come un periodo che aveva lasciato un segno profondo nella sua vita. Anche se c'erano state divergenze, in ogni caso non ripudiava questi anni. Inoltre, continuò a mantenere contatti con persone dell’Opera, e nell'ultimo periodo della sua vita un sacerdote della Prelatura, che aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale poco dopo di lui, andò a visitarlo.

Per avere una visione più corretta della storia che il libro di Luise ha tentato di ricostruire, è importante considerare che il Raimon Panikkar reale può aver avuto divergenze con l’Opus Dei e col magistero della Chiesa, ma nonostante le sue vicissitudini, volle morire come sacerdote cattolico. E fu proprio nell’Opus Dei che ricevette il dono del sacerdozio.


Nessun commento:

Posta un commento