Le prelature personali

lunedì 30 aprile 2012

In questi giorni si è tornato a parlare di prelature personali, ho pensato allora di porre un paio di domande al Prof. Eduardo Baura, ordinario di diritto canonico alla Pontifica Università della Santa Croce per capire meglio questa figura giuridica della Chiesa cattolica.


Le prelature personali dipendono direttamente dal papa? 
Le prelature personali sono rette da un Prelato che le governa a nome proprio, ma naturalmente sotto la giurisdizione suprema del Papa. Dipendono quindi dal Papa come le diocesi e le altre circoscrizioni ecclesiastiche attraverso la Congregazione dei Vescovi o, se fosse il caso, dalla Congregazione di Propaganda Fide.

Le prelature personali sono indipendenti dai vescovi? 
Come tutte le circoscrizioni sono dipendenti dall’Ordinario che vi è a capo. Le prelature non si sostituiscono alla potestà dei vescovi diocesani ma danno un supporto aggiuntivo alle loro attività pastorali. I fedeli delle prelature personali peraltro continuano a far parte delle chiese locali o diocesi in cui hanno il domicilio e sono quindi sottoposti all’autorità dei vescovi locali come tutti gli altri fedeli. Prima che una prelatura possa svolgere la sua attività pastorale in una diocesi, occorre il consenso del vescovo diocesano. Del resto, la potestà del prelato si estende solo a ciò che concerne la peculiare missione della prelatura.

Cosa significa l'aggettivo "personale"?
Si dice “personale” per contrapposizione a "territoriale". Territoriali ad esempio sono le diocesi, delimitate da un territorio, a cui i fedeli appartengono per residenza. Nelle prelature personali l’ambito di giurisdizione e di missione si circoscrive secondo un criterio personale, cioè secondo il tipo di persone a cui si rivolge. Accade ad esempio negli ordinariati militari (di cui fanno parte i membri dell'esercito indipendentemente da dove risiedono), negli altri ordinariati personali (come quelli per gli anglicani il cui popolo è formato dai fedeli provenienti dall’anglicanesimo che liberamente chiedono di aderire) e nella prelatura personale dell’Opus Dei (di cui fanno parte fedeli di tutto il mondo e di svariate condizioni col desiderio di vivere e diffondere la chiamata universale alla santità nelle occupazioni ordinarie).

A che servono le prelature personali? 
Le prelature personali sono circoscrizioni ecclesiastiche previste dal Concilio Vaticano II e dal Codice di Diritto Canonico per svolgere, con grande flessibilità, attività pastorali particolari utili a fedeli appartenenti a diverse diocesi. E' una delle modalità con cui la Chiesa organizza se stessa per svolgere la sua missione e far fronte a delle necessità pastorali che difficilmente una diocesi può assumere. Una prelatura personale riesce a curare pastoralmente un popolo di fedeli che non è individuato da un criterio territoriale ma da un criterio personale (ad esempio: far parte di una categoria professionale di persone, appartenere ad una determinata nazione o lingua, scegliere di aderire per ricevere una specifica formazione, o per altri motivi).

Avevo già intervistato il Prof. Baura sugli ordinariati personali e le prelature personali. Per chi volesse approfondire il tema delle prelature personali consiglio anche questa intervista all'allora segretario della Congregazione per i Vescovi Mons. Monterisi oggi cardinale arciprete della Basilica di San Paolo fuori le mura.

Infine qui sotto un video di RomeReports sulle prelature personali fatto molto bene:

3 commenti:

  1. Davvero interessante. Bel blog. Mi sono iscritta alla newsletter per seguirlo.

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  2. Si deve dire pero, che l'unica prelatura personale è l'Opus Dei, mi sembra poco esatto parlare di "prelature" se soltanto esiste una. Bisognerebbe dirlo.

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  3. È vero per ora l'Opus Dei è l'unica ma questo non significa che la figura giuridica sia solo per l'Opus Dei. Perciò è corretto dire prelature perché sono una configurazione applicabile anche a diverse realtà

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