I tempi per i cristiani non sono mai troppo bui

giovedì 7 aprile 2011

L'ultimo pezzo della rubrica "Recensire Ratzinger" su Tempi del 31 marzo 2011

di Bruno Mastroianni

Dopo due anni di recensioni sull’operato, le parole e la vita di Papa Ratzinger il miglior modo per dare un compimento a quest’avventura è quella di continuare come al solito a parlare solo di lui: Benedetto XVI.

Quando un giorno, tra molti anni, ci volgeremo indietro a guardare da lontano a questo periodo, ci accorgeremo ancor di più (molti già ne sono consapevoli da tempo) che si tratta di un pontificato epocale. E non solo per il lavoro di ricapitolazione dell’abc della fede a cui Ratzinger si sta dedicando senza riserve, e nemmeno per l’impegno per l’unità della Chiesa a cui il Papa sta dando priorità su tutto.

Epocale è il modello di cristiano che Benedetto XVI rappresenta. Al giorno d’oggi si sente ripetere che viviamo in tempi stolti, in tempi superficiali, in tempi caratterizzati dalla mancanza di umanità e da un diffuso senso di miscredenza. Il fatto che proprio di questi tempi il successore di Pietro agisca con intelligenza e calma, con profondità e studio, mostrando una rara gentilezza e una fervente fede, non è solo un effetto contrasto: è il capovolgimento di prospettiva che si verifica sempre quando c’è di mezzo il Vangelo.

Con un Capofila così si sta facendo strada sempre più tra i cristiani un’idea chiara: mentre la mentalità dominante si impantana in un vago pessimismo privo di futuro, per chi ha il compito di far scoprire agli uomini la fede, i tempi - belli o brutti, semplici o duri - saranno sempre “tempi maturi”.

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