La giusta prospettiva sui conflitti contemporanei

martedì 1 febbraio 2011

di Bruno Mastroianni, Tempi, 27.1.2011

Si è appena conclusa la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Da poco il Papa ha istituito il primo ordinariato che permette ad alcuni anglicani di tornare in unità con Roma. Alla giornata del migrante, celebratasi a metà gennaio, Benedetto XVI è tornato a parlare del concetto di “una sola famiglia umana”. Anche all’inizio dell’anno, nel discorso per la giornata mondiale della pace sulla libertà di religione (in coincidenza con i tragici fatti dell’Egitto), il Papa ha parlato della comune situazione dell’umanità di fronte al tema della fede e della ricerca della verità.

Mettere in fila tutti questi eventi ci aiuta a capire come, secondo Papa Ratzinger, si possono affrontare le grandi sfide del mondo contemporaneo. L’immigrazione, il confronto tra religioni, l’incontro tra stili di vita e di pensiero differenti, non possono essere lasciati solo a ragionamenti geopolitici. Non è solo una questione di pace culturale né una faccenda di scontro tra civiltà.

Il Pontefice sta invitando a non dimenticare che tutti noi - musulmani o cristiani, laici o credenti, migranti o stanziali, ricchi o poveri, per quanto differenti per condizioni, provenienze, situazioni e culture - presi uno a uno, siamo di fronte alle stesse sfide.

È importante allora, prima ancora di pensare a soluzioni concrete (che ci vogliono e devono essere efficaci), non dimenticare la giusta prospettiva: ciò che ci unisce come uomini - la ricerca del senso della vita in questo mondo - sarà sempre più alto e più profondo di ciò che di volta in volta genera conflitto.

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