Solo la ricerca di Dio ci può salvare

mercoledì 26 gennaio 2011

di Bruno Mastroianni, Tempi, 19.1.2011

La religione c’entra con le guerre quanto la biologia con il razzismo e le differenze culturali con le lotte tra popoli confinanti. Cioè niente. Sarebbe veramente interessante poter mettere in fila tutti gli scritti, i discorsi e i messaggi di Benedetto XVI (anche prima di essere Papa) in cui si parla del rapporto tra religione, pace e prosperità. Si scoprirebbe che il tasto su cui Ratzinger insiste è sempre lo stesso: solo l’autentica ricerca della verità (che è un sinonimo di autentica religione) è la garanzia che l’uomo non vada dietro se stesso e le sue piccolezze.

Solo la ricerca di Dio salva l’uomo dall’egoismo, dalle parzialità, dal disinteresse. Non se la prendano gli atei dichiarati e gli agnostici sofisticati: se si smette di cercare qualcosa che va oltre la limitata prospettiva umana è facile cadere in un vicolo cieco. Hai voglia poi a produrre risoluzioni dell’Onu, regolamenti, provvedimenti, leggi e tutto il resto. Non basteranno mai per motivare un solo uomo a prendersi sulle spalle il destino dei propri simili.

Nel discorso alla Curia il 20 dicembre scorso il Papa è tornato a citare Newman che, convertendosi, capì «che Dio e l’anima, l’essere se stesso dell’uomo a livello spirituale, costituiscono ciò che è veramente reale, ciò che conta. Sono molto più reali degli oggetti afferrabili». Proprio in questi tempi in cui vediamo cristiani che sono disposti a rischiare la vita per andare a Messa, forse anche a noi distratti e pasciuti occidentali sta tornando la voglia di rimettere al primo posto ciò che avevamo lasciato in fondo.

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