Il mondo è sotto un diluvio e se la prende con i soccorsi

mercoledì 26 gennaio 2011

di Bruno Mastroianni, Tempi, 26.1.2011

Siamo alle solite. Benedetto XVI parla di libertà religiosa in modo serio e profondo e qui diventiamo isterici sull’educazione sessuale. Parla del senso della sessualità umana e della libertà connessa e noi ci fermiamo alle polemiche sui contraccettivi. È una musica che sta andando avanti da un po’ troppo tempo.

Nel suo libro intervista ha delinato per filo e per segno i pericoli dello svilimento della dignità umana dovuta al sesso superficiale e consumistico e noi ci siamo fermati ai prostituti, ai preservativi e ai problemi di quando metterlo o non metterlo. Ha riguardato gli anglicani in ritorno a Roma che abbiamo dipinto come un covo di conservatori tradizionalisti pronti a invadere la Chiesa; ha riguardato la remissione della scomunica ai lefebvriani che abbiamo ridotto a una specie di premio alla carriera per filonazisti; ha interessato il problema della pedofilia che abbiamo trasformato in una caccia al dossier per inchiodare il Papa (tra l’altro uno dei primi a interessarsi alla risoluzione dell'annosa questione).

Questa persistente collana di isterismi non è un problema della comunicazione vaticana, è uno svantaggio per l’umanità. Infatti noi informati lettori e commentatori ci facciamo una pessima figura: possibile che mentre là fuori il diluvio si sta abbattendo violento sulla vita umana e il Papa è impegnato a costruire la barca che porterà all’asciutto, noi ci ostiniamo a fermarci sull’uscio a discutere se è meglio usare l’ombrello o mettere l’impermeabile?

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