Un invito alla lettura per non farsi ingannare

venerdì 17 dicembre 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 17.12.10

C’è chi continua ad insistere sulla (presunta) fragilità del Papa e sulla perdita di terreno del Vaticano. Sembra che ci siano sintomi inequivocabili di una situazione precaria: la fine dell’unità politica dei cattolici, la secolarizzazione dell’Occidente, lo scandalo della pedofilia, la variegata schiera di fraintendimenti mediatici del pontificato di Benedetto XVI. In realtà questi stessi eventi possono essere visti in senso opposto. Essi infatti, appaiono come defaillances, solo se si accetta che l’opinione pubblica sia il riferimento ultimo attraverso cui giudicare ogni questione. Se invece si va più a fondo, al di là delle ricadute mediatiche più esteriori, questi segnali sono qualcos’altro: un richiamo alla Chiesa, a cui il mondo contemporaneo sta chiedendo con insistenza di “tirare fuori” preti che sappiano fare i preti e fedeli laici che sappiano fare i laici (prendendosi sulle spalle le sorti della società a cui appartengono). Altro che sintomi di sconfitta. Questi risvolti sono la prova che il Concilio Vaticano II, con la chiamata universale alla santità, ci ha visto lungo. E sono anche la conferma che la strada imboccata da Benedetto XVI del ritorno alle basi della fede, sia quella più realistica. Il problema, come ha detto lo stesso Papa in Luce del mondo, è che il Concilio «è stato recepito dal mondo tramite l’interpretazione dei mass media e non attraverso i suoi testi, che quasi nessuno legge». Di fronte certe profezie di sventura, ancora prima di una replica sonora, vien voglia di cominciare da un invito alla lettura.

2 commenti:

  1. io lo vedo stupendo il nostro papa!
    e' troppo dolce e forte al tempo stesso

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  2. quello che ci vuole in un'epoca di "deboli amari"...

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