Una definizione che mette a tacere le solite polemiche

lunedì 22 novembre 2010

di Bruno Mastroanni, Tempi, 18.11.2010

«Tutto quello che si fa per sostenere il matrimonio e la famiglia, per aiutare le persone più bisognose, tutto ciò che accresce la grandezza dell’uomo e la sua inviolabile dignità, contribuisce al perfezionamento della società. Nessuno sforzo è vano in questo senso». Con queste parole Benedetto XVI è tornato, nell’udienza del 10 novembre, a mettere la famiglia al centro dell’attenzione.

Così come aveva già fatto nel suo viaggio a Barcellona invocando «adeguate misure economiche e sociali» affinché «l’uomo e la donna che si uniscono in matrimonio e formano una famiglia siano decisamente sotenuti» e affinché «la natalità sia stimata, valorizzata e sostenuta sul piano giuridico, sociale e legislativo».

Quello della famiglia è un tema assai caro a papa Ratzinger. Alla vigilia del suo viaggio negli Usa, un paio d’anni fa, c’era addrittura chi aveva prodotto uno studio che evidenziava come, nei discorsi del Pontefice, il tema della famiglia e del matrimonio è sempre collegato allo sviluppo e alla costruzione della pace nel mondo. E pensare che qui in Occidente ogni volta che esce questo argomento si scatena il solito bailamme di polemiche su cosa è famiglia.

Eppure basterebbe seguire quella limpida e realistica definizione che diede una volta Joseph Ratzinger: «La culla della vita e dell’amore». Ce n’è abbastanza per superare qualsiasi velleità recriminatoria su diritti dei single, libertà di scelta e eguale trattamento delle situazioni di fatto. Si tratta, come al solito, di puntare più in alto.

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