Un invito all’unità che va oltre le mura vaticane

giovedì 4 novembre 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 4.11.2010

È un po’ di tempo che Benedetto XVI insiste sul tema dell’unità. Anzi si potrebbe dire che, in qualche modo, quello del tenere assieme al di là delle differenze, sia uno dei capisaldi che stanno caratterizzando il suo pontificato.

Non mi riferisco solo al tema dell’unità dei cristiani riportato in primo piano dal recente Sinodo sul Medio Oriente. E nemmeno solo all’unità nella vita della Chiesa: con i passi in avanti per la rimozione dei motivi di disunità con i lefebvriani, così come gli ordinariati personali che permetteranno a diversi anglicani di tornare in comunione con Roma (John Broadhurst sarà il primo a vescovo a compiere questo passo).

Il Papa sta declinando questo tema in tutte le principali sfide che riguardano l’intera società contemporanea. Pensiamo al recente messaggio per la giornata mondiale del migrante (che si celebrarà a gennaio 2011) in cui ha ribadito il concetto di “una sola famiglia umana nel rispetto delle reciproche differenze” come criterio-guida per risolvere i conflitti e le ingiustizie che scaturiscono dall’immigrazione. Pensiamo più in generale al relativismo che affligge l’Occidente a cui il Papa sta proponendo la fiducia nella verità (che deriva dalla Verità con la maiuscola) come strada per recuperare unità di vita e di conoscenza.

Quella di Ratzinger è un’idea tanto semplice quanto prorompente: cercare l’unità non è abbassare il livello (omologando, annacquando le differenze o accontentandosi del politicamente corretto); cercare l’unità è puntare in alto, laddove sono le più intime aspirazioni di ciascun uomo.

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