Tutto il bene che può venire da una bella liturgia

giovedì 11 novembre 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 11.11.10

Il Concilio Vaticano II iniziò i suoi lavori sul tema della liturgia. Nel Catechismo della Chiesa cattolica l’argomento appare fin dal punto numero 3, in cui si dice che chi ha ricevuto la fede è chiamato a trasmetterla «annunziandola», «vivendola nell’unione fraterna» e «celebrandola nella Liturgia» (con la maiuscola).

L’agenzia Zenit ha riportato come durante il suo viaggio in Inghilterra Benedetto XVI si sia preoccupato in prima persona della cerimonia nella Cattedrale di Westminster affinché si svolgesse in modo solenne, anche per mostrare agli anglicani il rispetto e la cura che la Chiesa cattolica attribuisce alla liturgia.

Antoni Gaudí, il geniale architetto che ha progettatto la Sagrada Familia, che il Papa ha consacrato durante il suo recente viaggio a Barcellona, apprese le verità della fede proprio attraverso la liturgia. Il primo libro dell’opera omnia di Joseph Ratzinger, uscito nei giorni scorsi in italiano, è sulla liturgia: «La liturgia della Chiesa è stata per me, fin dalla mia infanzia, l’attività centrale della mia vita».

Ecco il perché della cura che Benedetto XVI ha per tutto ciò che concerne il rito. Non è estetismo né tradizionalismo. È il risultato di quel “primato di Dio” tanto caro a Joseph Ratzinger.

La Chiesa non è un mega-ente morale dedito a elargire discorsi costruttivi. Ha il compito di portare l’uomo a Dio. Con gesti concreti, con i sacramenti, con azioni di culto. Celebrate con l’attenzione e la cura di chi si rivolge non a una divinità lontana e iperuranica, ma a un Dio reale e presente.

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