Spiazzata l'Inghilterra, è il turno della Sicilia

venerdì 1 ottobre 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 30 settembre 2010

La fede non è un fatto privato. Perché la vertià non è un fatto privato. Se c’è una morale da trarre dal viaggio in Inghilterra di Benedetto XVI è proprio questa: la ricerca della verità – di cui la fede fa parte – è qualcosa che non si può ostacolare. Tutti, devoti o atei, cristiani o secolarizzati, abbiamo desiderio e bisogno di una cosa sola: conoscere la verità fino in fondo. Essa quando c’è non si può cancellare. La si può coprire, la si può mimetizzare o confondere con sgargianti fuochi d’artificio. Ma è sempre lì. Basta aprire gli occhi e si vede, basta mettersi in ascolto e si sente.

Così è accaduto oltremanica. Nonostante i preti pedofili, i terroristi spazzini e i contestatori accaniti sbandierati nel pastone mediatico, alla fine, di fronte agli occhi della gente è rimasto solo lui: il “santo nonnetto”, come lo ha definito il Sunday Times. Ed è rimasto perché si è dedicato a parlare di cose vere, di ciò che è alto, di ciò che è grande, nobile e pieno di senso; in una parola: di Dio. E tutti hanno apprezzato.

Il 3 ottobre prossimo Benedetto XVI si recherà a Palermo. Anche qui già si sente il rumore delle interferenze (c’è chi ha sollevato polemiche sui costi del viaggio e chi ha gettato ombre sulla questione della beatificazione di don Puglisi). A noi viene da fare solo un appello: per favore, stavolta non perdiamo tempo, non manchiamo la vera storia, lasciamo che a parlare sia Papa Ratzinger. Di fronte alla consistenza dei suoi contenuti, anche satvolta, non ci sarà cortina polemica che tenga.

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