A est come a ovest la priorità è la stessa, riproporre Dio

mercoledì 20 ottobre 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 20.10.10

È stato significativo che durante il Sinodo sul Medio Oriente sia stato istituito il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione che molti hanno interpretato come una risposta alla secolarizzazione dell’Occidente.

È un fatto che rimanda a quella consapevolezza tutta cristiana (diremmo cattolica, universale) del fatto che a nord come a sud, a est come a ovest, la questione è sempre la stessa: occorre portare Dio nel mondo. Più si va avanti più si nota quanto Benedetto XVI veda in questa priorità il futuro della Chiesa ma anche il futuro del mondo.

Una priorità che negli ultimi secoli ha sofferto. Vuoi per la feroce secolarizzazione, vuoi per i complessi di alcuni cristiani, vuoi anche per quel clericalismo che in certi casi ha svuotato l’istituzione del senso soprannaturale che la teneva al riparo dai fallimenti umani. È ora che quei complessi e tutte le altre distrazioni dalla missione centrale siano messi da parte. Qui, infatti, a forza di procedere a testa bassa, ci siamo ritrovati incastrati tra le grandi promesse della tecnoscienza (che poi sembra capace solo di sollevare più inquietudini che soluzioni ai problemi) e di un sempre rimandato sviluppo economico (che non arriva mai, anzi c’è la crisi), mentre nel resto del mondo le guerre e la povertà la fanno da padrone.

Non si tratta di serrare i ranghi, né di fermarsi in preda a fisime antiscientifiche. Si tratta di pensare al futuro. Riproporre la fede in Dio vuol dire andare avanti essendo capaci di alzare lo sguardo per valutare dove si sta andando. Parola di Benedetto XVI.

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