Gli attacchi dimostrano che questo papato è esplosivo

giovedì 2 settembre 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 2.9.10

Finite le vacanze si torna alla solita routine: il Papa parla di una cosa grandiosa come la fraternità universale e i media la riducono a un “duro monito rivolto a Sarkozy”. Non c’è molto da stupirsi.

È successo anche all’intervista a Fox di Mons. Scicluna, Promotore di giustizia della Congragazione della Dottrina della Fede, sui casi di abuso sui minori e l’atteggiamento del Papa. Qualcuno l’ha vista riportata in quegli spazi che solo qualche mese fa pullulavano di orchi col clergyman? Eppure in quelle dichiarazioni traspariva la visone lucida e dirompente di Ratzinger sulla questione degli abusi: «si tratta certamente di una crisi per la Chiesa», ha detto Scicluna, «ma è anche un’opportunità. È l’occasione per guardare in faccia il “peccato” e fare qualcosa al riguardo. È un’opportunità per la Chiesa di mostrarsi determinata nella lotta contro il peccato e contro la criminalità».

Sarà interessante allora leggere il libro di Andrea Tornielli e Paolo Rodari “Attacco a Ratzinger” (Piemme, 320 pagine, 18 euro) in cui i due vaticanisti si interrogano sulle cause e le ragioni che hanno portato al florilegio di incomprensioni e mistificazioni sul Papato che – come si legge nel testo - «di polemica in polemica, hanno avuto l’effetto di "anestetizzare" il messaggio di Benedetto XVI, schiacciandolo sul cliché del Papa retrogrado, depotenziandone la portata».

A noi intanto viene spontanea una considerazione: vuoi vedere che tutta questa corsa mediatica al disinnesco non è altro che la conferma di quanto Ratzinger sia una deflagrazione che sta lasciando tracce indelebili nella storia?

1 commento:

  1. Perfettamente d'accordo, anche se l'immagine della deflagrazione è distruttiva (mentre il Papa costruisce ponti solidi). Ma l'immagine rende l'idea dell'effetto che ha su certi ambienti: quello di Papa Benedetto è un pontificato di svolta, dolce e determinato insieme, che tocca l'intelligenza e il cuore del cristiano, parla alla sua coscienza, mettendolo di fronte alla verità. Dimostra, soprattutto, che chi crede non deve aver paura di essere impopolare, non deve aver paura dell'isolamento, deve confrontarsi con Qualcuno che è più in alto e che sa come guidarci.
    Stefania (Napoli)

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