Una scoperta archeologica conferma la linea del Papa

venerdì 2 luglio 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 2.7.2010

La fede, secondo Benedetto XVI, non è stoltezza, ma riconoscimento della credibilità della «testimonianza degli Apostoli: essi erano pochi, semplici e poveri, affranti a motivo della Crocifissione del loro Maestro; eppure molte persone sapienti, nobili e ricche si sono convertite in poco tempo all’ascolto della loro predicazione». È un fenomeno che il Papa, in una delle scorse udienze, ha definito «storicamente prodigioso, a cui difficilmente si può dare altra ragionevole risposta, se non quella dell’incontro degli Apostoli con il Signore Risorto».

Ecco perché nonostante l’ondata sulla pedofilia e quella nuova sugli smerci immobiliari, il Papa è tranquillo. I preti e il sesso, i preti e i soldi: sono i classici argomenti che, da secoli, scatenano attenzioni pruriginose. Oggi vengono trascritti su carta di giornale, ma la sostanza non cambia: è il gusto di rimestare nel torbido delle debolezze (vere o presunte) degli ecclesiastici. Ma il futuro della Chiesa si gioca altrove.

La settimana scorsa a Roma è stata presentata una scoperta preziosa: le raffigurazioni più antiche dei volti degli apostoli Pietro, Andrea e Giovanni sono state ritrovate nelle catacombe di Santa Tecla. Ci sono voluti più di due anni e l’uso del laser per raschiare il calcare che li ricopriva.

È sorprendente come questo ritrovamento archeologico corrisponda al programma spirituale che il Papa sta proponendo ai membri della Chiesa: mostrarsi con il volto dei veri apostoli. Ecco cosa scrosterà la patina mediatica che li offusca.

Nessun commento:

Posta un commento