Il viaggio del Papa a Cipro ha un fine per nulla segreto

giovedì 3 giugno 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 3.6.2010

Pensando al viaggio di Benedetto XVI a Cipro, che si svolge in questo primo fine settimana di giugno, non possono non venire in mente le due passioni dominanti di Joseph Ratzinger: la verità e il dialogo. Cipro è l’estrema frontiera dell’Europa. Un passaggio a oriente dove la Chiesa ortodossa è maggioranza e dove ci sono i musulmani: dal 1974 l’esercito turco ha occupato la zona nord-occidentale. Un’isola che si affaccia di fronte alle coste dell’area mediorientale. Papa Benedetto XVI si reca nel paese per rispondere all’invito del presidente cipriota e dell’arcivescovo ortodosso Crisostomo II. Incontrerà la comunità dei cattolici (che sull’isola sono circa l’1 per cento) e ci saranno ad accoglierlo i vescovi e i patriarchi di tutte le Chiese mediorientali. Sempre a Cipro il Papa presenterà le linee guida del Sinodo sul Medio Oriente che si svolgerà a Roma in ottobre. Ci si potrebbe soffermare sulle ricadute politiche della visita (lo stato di occupazione di una parte dell’isola a opera dei turchi che crea difficoltà in Europa), oppure sulle questioni tra cattolici e ortodossi (alcuni di questi ultimi hanno manifestato malumore per l’arrivo del Pontefice), ma il viaggio di Benedetto XVI non riguarderà solo il dialogo tra le Chiese o le sfide pastorali che impegneranno le zone del Medio Oriente. Il Papa, su quell’isola di frontiera, andrà a portare qualcosa di cui c’è bisogno a Cipro come a Roma, in Oriente come in Occidente, in Africa come in Asia e in tutto il resto del mondo: quella fiducia nella verità che sola può unire al di là delle differenze.

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