Tutti a sbirciare il retrobottega mentre il Papa rifà la vetrina

giovedì 4 marzo 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 4.3.10

Più si parla di retroscena e più Benedetto XVI parla di Dio. Più ci si preoccupa degli equilibri di potere e delle frizioni e più il Papa propone lezioni dottrinali mirabili sul compito della Chiesa – come ha fatto qualche settimana fa nell’incontro con il clero romano spiegando che «vivere secondo la volontà del Creatore» vuol dire essere «realmente uomini». È lo stile Ratzinger: occuparsi delle questioni di fondo sapendo che il resto verrà di conseguenza. Di fronte alla Chiesa ci si può fermare alla facciata, alla valutazione degli elementi strutturali, agli aspetti storico-sociologici; si può anche passare dal retro, alla ricerca di indiscrezioni e voci nella penombra. Ma è solo entrando dalla porta di ingresso che si può vedere cosa c’è realmente: un’istituzione votata al compito di portare Dio nel mondo. A metà del mese scorso, durante la lezione al Seminario Romano Maggiore, il Papa ha spiegato che la storia della salvezza è la storia di Dio che cerca l’uomo e non si arrende di fronte alle sue ribellioni: offre costantemente alla sua creatura una via di ritorno all’amore. È quello a cui si sta dedicando il Pontefice. Con buona pace delle voci, degli scenari cupi e di tutte le altre valutazioni da “retro-fissazione”. Sotto la guida di Benedetto la Chiesa sta svolgendo con determinazione il suo compito: tenere aperta, per qualunque uomo, la porta sulla via del ritorno a Dio. Ecco la storia veramente interessante di cui vorremmo sentir parlare invece di perdere tempo con i rimasugli del retrobottega.

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