Non è attaccando la Chiesa che si combatte la pedofilia

martedì 16 marzo 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 16.3.10

Hanno fatto saltare fuori abusi sessuali nel coro diretto dal fratello del Papa, poi si è scoperto che erano casi degli anni Cinquanta già noti e chiusi giuridicamente, precedenti all’incarico di Georg Ratzinger.

Ci hanno detto che la ministro della Giustizia tedesca ha accusato la Chiesa di aver opposto «un muro di silenzio», poi si è scoperto che se la prendeva con le singole scuole dove erano avvenuti i fatti.

Ci hanno fatto pensare che il documento De delictis gravioribus fosse una direttiva segreta per gestire la pedofilia nel silenzio, poi si è scoperto che il documento, pubblicato nel 2001 (altro che segreto), fu concepito per portare la gestione dei casi più gravi a Roma per evitare insabbiamenti locali.

Hanno dipinto la Germania come un vespaio di preti pedofili, poi si è scoperto che dal ’95 a oggi su 210 mila casi di reati contro i minori solo 94 riguardavano ecclesiastici, cioé 1 su 2.000. Ci hanno raccontato che il cardinale Schönborn ha messo in relazione pedofilia e celibato, poi, il giorno dopo, hanno detto che si erano sbagliati.

Hanno continuato a insistere sul collegamento tra celibato e pedofilia, mentre gli esperti fanno notare che la maggior parte dei pedofili è sposata. Hanno insinuato che nella Chiesa si mette in dubbio il celibato dei preti, poi si scopre che nei documenti, nella vita e nelle intenzioni, questa pratica resta immutata.

Domanda: siamo proprio sicuri che la pedofilia è il problema principale che affligge la Chiesa di Ratzinger? A noi sembra solo l’ennesima pagina un po’ isterica di confusione mediatica.

5 commenti:

  1. Bravo Bruno, complimenti davvero. Armiamoci di argomenti e cominciamo a batterci sul campo; l'atteggiamento remissivo da "porgi l'altra guancia" ci ha troppo spesso messi nell'angolo. Come cattolici non siamo esenti da responsabilità in questo senso e non mi piace lo pseudo-vittimismo di certi cultori della carità gratuita. Siamo in un'arena, dunque fuori gli attributi e diamoci da fare.

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  2. Grazie. In realtà penso che più che iniziare un combattimanto o scendere in un'arena, la cosa da fare è rimanere lucidi e ancorati alla verità delle cose reali. Guarda caso proprio lo stile che che sta proponendo Benedetto XVI...

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  3. Certamente. Hai detto con parole più concilianti quanto intendevo esprimere con parole più battagliere...ma il risultato è il medesimo. Grande Bruno, un abbraccio.

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  4. Ti scrivo da una library ad Anaheim, Orange County, California. Sei proprio bravo! Mi chiedo se c'è un modo per dare a questa contro-contro-informazione, che altro non è che informazione corretta (a cosa siamo costretti a volte!) la luce che merita.

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  5. Vorrei però aggiungere una cosa. Il problema in oggetto non deve essere ridimensionato, non si deve nemmeno lontanamente immaginare un tentativo di giustificazione di questi ignomimiosi fatti. Vanno anzi condannati senza se e senza ma, e soprattutto vanno puniti molto severamente ed allontanati gli autori di dette nefandezze. Su questo bisogna essere irremovibili, fosse anche un solo episodio veritiero in mezzo a tanti tentativi di diffamare la Chiesa.

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