Come si zittisce la Chiesa

mercoledì 31 marzo 2010

di Bruno Mastroianni, Tempi, 31.3.2010

Problema: come si fa a zittire la Chiesa? È incontrollabile dal punto di vista economico (non agisce per lucro), inattaccabile da quello culturale (non ha paura di dire la sua controcorrente), è molto presente a livello sociale nella vita delle persone. Soluzione: bisogna agire sul terreno dell’emotività, magari con delle accuse odiose al suo capofila. Non importa se infondate, vecchie e già chiuse, basta tirarle fuori una alla volta, in modo che rimanga un’impressione sgradevole sul Papa. Così è stato fatto. A partire da suo fratello, con episodi (degli anni Cinquanta!) a cui era estraneo, tanto per inserire un “Ratzinger” nei titoli. Per proseguire con il caso di “padre H” a Monaco (anche questo antico e strachiuso) tanto per nominare l’“arcivescovo Ratzinger”. E poi il New York Times, smentito dalle stesse carte che produceva (tanto chi si prende la briga di leggerle?). E poi la serie di antichità pedofiliache che ci stanno ammorbando da settimane. È una procedura vecchia come la storia del mondo: quando una cultura dominante avverte di non avere più presa, cerca di far fuori le culture concorrenti (più vitali), usando il potere. È successo durante la caduta dell’impero Romano, è successo con il declino dell’Ancien Régime. Non ha mai funzionato. Il marasma mediatico pedofilo-fobico è uno dei tanti sussulti della fine dell’epoca moderna. È l’opposizione scomposta di una certa cultura di fronte al modello di cristiano – libero, razionale e pieno di fede – che Benedetto XVI rappresenta. Impossibile fronteggiarlo sul piano dell’intelligenza.

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