Wojtyla e Ratzinger: la Chiesa viva che porta in sé il futuro del mondo

giovedì 31 dicembre 2009

di Bruno Mastroianni, Tempi, 31.12.09

All’inzio di un nuovo anno più che di un bilancio si sente il bisogno di un’apertura al futuro. Magari a partire da quel gesto che Ratzinger ha voluto compiere negli ultimi giorni del 2009: il riconoscimento dell’eroicità delle virtù di Giovanni Paolo II. Un gesto colmo di significati per l’avvenire. Wojtyla, infatti, non è stato solo il papa amato dalla gente. Egli ha rappresentato una svolta: la fine del complesso di inferiorità dei cristiani di fronte alle suggestioni illuministico-secolariste dell’epoca moderna.

Ora che è passato del tempo, ci si accorge quanto Ratzinger sia il degno erede di questa svolta. L’operato dei due pontefici infatti, più che differenziarsi nello stile, assomiglia sempre più nella continuità di spirito: la consapevolezza che il cristianesimo non è una dottrina in difesa di qualcosa ma la risposta vera agli aneliti dell’uomo in cerca di pienezza. Come ha sottolineato Benedetto XVI, nel consueto discorso natalizio alla curia, la Chiesa ha il compito di «tenere desta» la ricerca di Dio da parte degli uomini, pensando anche a coloro che sono lontani dalla fede.

Giovanni Paolo II non ebbe paura di affrontare il comunismo perché sapeva che, come progetto ateo, era destinato al fallimento. Benedetto XVI con la stessa tranquillità sta affrontando l’impasse agnostica in cui si è arenato lo spirito moderno. Quel «non abbiate paura, aprite le porte a Cristo» di Wojtyla sta risuonando pieno di vigore nella «Chiesa viva che porta in sé il futuro del mondo» prospettata da Ratzinger fin dall’inizio del suo pontificato.

1 commento:

  1. Ha ragione,ma Giovanni Paolo II, come dice il suo amico Svidercoschi, ha veramente cambiato la Chiesa e il mondo e forse non ce ne rtendiamo ancora conto. Comprendo l'ammirazione per Ratzinger, d'altra parte il merito di Papa Wojtyla è talmente immenso che meriterebbe ben altro trattamento.Oppure bisognerebbe avereil pudore dell'infermiere che lo ha assistito fino al'ultimo: ella disse che non aveva mai rilasciato inteerviste per timpre di sminuirne la figura, perch+, diceva, non ci sono parole per parlare di un santo. Ecco: GPII presto sarà beato e la rapidità del processo indica qualcosa di rilevante: GPII non è stato un Papa " comune".

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