L’eroismo di Pio XII e l’amicizia di Benedetto XVI verso gli ebrei

mercoledì 23 dicembre 2009

di Bruno Mastroianni, Tempi, 24.12.09

Non si può ridurre il riconoscimento dell’eroicità delle virtù di Pio XII a una mossa dal vago sapore antiebraico. A sgombrare il campo da questa suggestione mediatica c’è l’intera carriera di Ratzinger, da sempre in primo piano nel dialogo con gli ebrei. Basti pensare al sostegno con cui seppe accompagnare i gesti di Papa Wojtyla elaborando una vera e propria dottrina della riconciliazione con il popolo d’Israele. E a quella sua consapevolezza teologica che gli fece affermare: «La fede testimoniata nella Bibbia degli ebrei non è un’altra religione, ma il fondamento della fede». Basti valutare i suoi sforzi da Pontefice nel cammino della reciproca comprensione.

La realtà è che il gesto in favore di Pio XII rientra in quella preoccupazione per la verità che guida l’agire di Ratzinger. La stessa attenzione alla vicenda lo dimostra: il riconoscimento dell’eroicità delle virtù gli era già stato proposto tempo fa, ciononostante il Papa volle un supplemento di indagine per escludere qualsiasi dubbio.

Quello di sabato è un gesto spiazzante solo per gli sbuffi di politicamente conveniente sollevati dal polverone mediatico. Non c’è da temere: le virtù eroiche di Pio XII (accertate coi dovuti studi e con rispetto per la verità) non comprometteranno il dialogo né manipoleranno il dibattito storico. Casomai aiuteranno a mettere da parte uno spauracchio del Novecento che da troppo tempo crea divisioni. Ogni sforzo di ricerca del vero Eugenio Pacelli non può che contribuire.

Nessun commento:

Posta un commento