La santità non è cosa per beghine e bigotti

giovedì 15 ottobre 2009

di Bruno Mastroianni, Tempi, 15.10.09

Della santità di solito si ha un’idea piuttosto caricaturale, come in generale della fede: una cosa per devoti, dediti alla preghiera e alle opere buone, raffigurati con l’aureola e lo sguardo candido rivolto verso l’alto.

Poi c’è la santità di cui parla Benedetto XVI. Quella che ha portato – come si è visto nelle canonizzazioni di domenica - un belga a morire di lebbra alle Hawaii pur di occuparsi dei malati, che ha ridotto l’arcivescovo di Varsavia all’esilio per la difesa degli oppressi, che ha condotto Maria del la Croix a dedicare la sua vita all’assistenza degli anziani, quella che ha spinto Rafael Arnaiz Baron a lasciare una vita agiata per dedicarsi alla fede e Francisco Coll a spendere ogni energia per l’educazione dei più giovani. Persone che hanno smesso di «mettere al centro se stesse» per «andare controcorrente vivendo secondo il Vangelo». I santi – aveva sottolineato il Papa all’udienza della settimana scorsa – sono «uomini e donne pronti a compiere scelte radicali e coraggiose» che contribuiscono «in modo determinante a costruire un mondo migliore».

Non a caso, aprendo il Sinodo, Benedetto XVI ha ricordato che la Chiesa deve puntare alla «"misura alta" della vita cristiana, cioè la santità»: è con questo spirito che centinaia di vescovi sono riuniti a Roma per studiare in modo approfondito i problemi dell’Africa alla ricerca di soluzioni sempre migliori.

Altro che santità come roba pia per bravi bambini. Qui si parla di persone che si prendono sulle spalle le sorti del mondo.

2 commenti:

  1. Articolo perfetto. La chiamata alla santità va vissuta ogni giorno, nei passi quotidiani all'interno delle proprie piccole sfere come nelle grandi imprese d'amore verso gli altri. Le numerose santificazioni di Giovanni Paolo II volevano testimoniare proprio questo. Santo lo può diventare chiunque. Basta rispondere, e volerlo.
    Roberto

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  2. Domenico Lanzo16 ottobre 2009 14:00

    La santità vissuta anche come ricerca nell'ordinario di ciò che sia compiutamente fatto bene.
    Si, da Giovanni Paolo II ha ripreso forma una semplice realtà: la ricerca di Dio in tutto il nostro quotidiano, dimenticata e per secoli mistificata dalle più o meno grandi difficoltà del "vivere" di tutti i giorni.
    Finalmente in questi ultimi anni possiamo ambire ad altri modelli di imitazione, ... i Santi.
    Domenico

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