I libri del Papa “tirano” perché parlano al cuore e alla ragione

giovedì 22 ottobre 2009

di Bruno MAstroianni, Tempi, 22.10.09

Nell’udienza della settimana scorsa il Papa aveva fatto cenno agli «episodi di intolleranza e di incomunicabilità, le divisioni e i conflitti» che affliggono questo nostro tempo, mettendoli a confronto con l’opera di Pietro il Venerabile, noto per la sua «mitezza, il sereno equilibrio» e per la sua «speciale attitudine a mediare». Anche nel suo messaggio alla Fao, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, il Papa ha fatto appello alla «profonda solidarietà e alla lungimirante fraternità» necessarie per usare con responsabilità i beni della creazione. Persino durante il concerto offerto sabato sera dall’Accademia di Imola ha ricordato il ruolo della musica come «veicolo quanto mai adatto alla comprensione e all’unione tra le persone e i popoli». All’Angelus di domenica ha parlato della «luce del Vangelo» come forza che può guidare il cammino dei popoli «verso la realizzazione di una grande famiglia». E poi il 26 ottobre inizieranno i colloqui con i lefebvriani, e nel 2010 il Papa sarà in visita alla chiesa luterana di Roma e alla Sinagoga (il 17 gennaio).

Intanto l’editoria cattolica ha avuto un balzo del 26,7 per cento proprio grazie ai testi di Ratzinger, e le Udienze e gli Angelus continuano ad essere bagni di folla (guardare le foto per credere).

È il segnale che Benedetto interessa: forse anche a causa di un dibattito pubblico segnato da litigi polemici e colpi recriminatori, fa piacere ascoltare qualcuno che parla di pace con tono mite e intelligente, rivolto non alla pancia, ma al cuore e alla testa dei suoi interlocutori.

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