Il Papa sa che i fuochi d’artificio non fanno abbastanza luce

mercoledì 16 settembre 2009

di Bruno Mastroianni, Tempi 15.9.09

Ha scritto bene Andrea Riccardi sul Corriere della Sera: questi fuochi d’artificio mediatici, sebbene diano l’illusione d’illuminare la realtà, denunciano una «mancanza di visione» che affligge il nostro paese: «Abbiamo poche idee sul presente e sul futuro». C’è bisogno di qualcuno che torni a «scaldare i cuori».

È proprio quello che Benedetto XVI sta prospettando alla sua Chiesa. «I nostri contemporanei, quando s’incontrano con noi, vogliono vedere quello che non vedono in nessun’altra parte» ha detto la settimana scorsa ai vescovi brasiliani. E sabato, durante l’omelia per le ordinazioni episcopali, ha richiamato i pastori alla «fedeltà», che significa portare alla gente le «parole di vita eterna» e non cercare di «adeguare la fede alle mode del tempo».

Una certa mentalità contemporanea liquiderebbe tutto questo come “devozione” che non c’entra coi problemi seri. Ma per Ratzinger è molto di più: la fede, se fervente, migliora la realtà. È il succo della Caritas in veritate: l’apertura a Dio dà prospettiva, l’«attenzione alla vita spirituale» porta a uscire da se stessi e a impegnarsi con tutte le facoltà umane per il bene di tutti. Lo sguardo “in alto” rende più consapevoli su ciò che occorre “in basso”.

La secolarizzazione, a forza di tagliar fuori la dimensione soprannaturale dalla vita, ha lasciato molti strappi. La «mancanza di visione» diagnosticata da Riccardi ne è una conseguenza. È giunto il momento di mettersi a ricucire. Benedetto XVI ha già iniziato a farlo.

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