Il Papa, lettura consigliata per i moderni delusi dalla modernità

martedì 14 luglio 2009

di Bruno Mastroianni, Tempi, 14.7.09

L’idea che al mondo serve l’amore, non come vago sentimento, ma come solida realtà radicata nella verità sull’uomo e sulla realtà – caritas in veritate – ha colto nel segno. A destra come a sinistra, tra sindacalisti e imprenditori, economisti e giornalisti: tutti hanno sentito risuonare autorevole la voce del Papa.

Il fatto è che l’epoca dell’entusiasmo di vivere “come se Dio non esistesse” sta finendo. La crisi lo ha messo in evidenza: tutta questa modernità è da secoli che non mantiene ciò che promette. C’è insoddisfazione e desiderio d’aria fresca. Per questo l’enciclica è stata ben accolta. Niente improvvisazioni mediatiche perché tutti, alla fine, l’hanno letta. Riscoprendo quanto può essere ragionevole, condivisibile e stimolante Benedetto che ricollega le faccende umane ai significati ultimi dell’esistenza.

In questo clima di apertura sarebbe bello prendere spunto dall’incontro tra il Papa e Obama.
Mentre i media ci preparavano a una specie di resa dei conti bioetico-staminale, i due si sono concentrati nel conoscersi e capirsi. Obama prometteva la diminuzione degli aborti e il Papa gli passava una copia della Dignitas personae – il documento che spiega bene perché la difesa della dignità dell’uomo non è una fissazione dei cattolici, ma riguarda tutti.

Se solo lo si leggesse con attenzione si scoprirebbe quanto ragionevole, condivisibile e stimolante sia la Chiesa di Benedetto quando ricorda all’uomo che il futuro si gioca anche sulla capacità di difendere la vita sin dall’inizio. È una questione di caritas in veritate.

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