E dire che parlavano di un Papa intellettuale ininfluente

giovedì 23 luglio 2009

di Bruno Mastroianni, Tempi, 21.7.2009

Mentre recupera le forze in Valle d’Aosta, e guarisce dalla frattura al polso, vien voglia di considerare l’anno trascorso da Benedetto XVI.

Un Anno Paolino contraddistinto da una catechesi di livello (vale la pena rileggersi i discorsi) seguito in staffetta dall’Anno Sacerdotale per rilanciare la missione spirituale dei preti. Un anno di viaggi impegnativi. Soprattutto l’Africa e la Terra Santa. La prima piena di colori e speranza – emersi nonostante l’opacità di certi preservativi mediatici occidentali. La seconda alla ricerca di un dialogo schietto e ragionevole, tra non facili equilibri interreligiosi e qualche rigurgito di dissapori antichi.

E, ancora prima, la revoca della scomunica ai lefebvriani. Vero gesto-simbolo di questo pontefice, tutto concentrato a tenere assieme la Chiesa superando mode e ventate del momento, per tornare alla missione originaria: portare all’uomo la verità che Dio le ha affidato, senza dispersioni. Un anno senza mai evitare il confronto diretto con temi dolorosi, come i casi di pedofilia nella Chiesa.

Il tutto in un clima mediatico a dir poco turbolento. A riprova che non c’è gesto del Papa che lasci indifferenti.

Il finale prima della vacanza lo conferma: tra un’esortazione al G8 e un chiarimento con il presidente degli Stati Uniti, il Papa se n’è andato in ferie lasciando l’umanità – ancora una volta – beneficamente scossa da un’enciclica epocale, che è già bestseller.

E pensare che fino a poco tempo fa imperversava lo stereotipo del Papa intellettuale poco incisivo… Buon riposo meritato Santo Padre.

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