Il torpore dell’Occidente che trasforma il Papa in polemista

martedì 21 aprile 2009

di Bruno Mastroianni, Tempi, 21.4.09

A volte sembra che l’Occidente avanzato, istruito e opulento sia affetto da una sorta di torpore intellettuale. Un torpore che sembra riflettersi nel modo in cui i media scelgono gli argomenti.

La scorsa settimana era quella di Pasqua. C’erano due anniversari papali: il suo compleanno e il quarto anniversario di pontificato. C’erano state le celebrazioni e un messaggio Urbi et Orbi – di fronte a 200 mila pellegrini – di portata epocale: sulla resurrezione di Cristo come «realtà storica» attestata «da molti e autorevoli testimoni» che dà sicurezza alla fede. Eppure se n’è parlato poco.

Si è parlato molto di più della risposta ufficiale della Santa Sede alle critiche del Belgio sulla questione preservativo e delle frasi a proposito della conferenza di Durban sul razzismo durante il Regina Coeli di domenica scorsa. Forse perché entrambe le cose almeno un po’ richiamavano controversie di politica internazionale.

Ed è proprio qui che il torpore si fa preoccupante. In un paese in ginocchio per il dramma delle vittime del terremoto, i media non si sono resi conto di quanto poteva essere interessante Benedetto XVI che mostra la fede ancorata a una realtà tangibile e verificabile, che dà speranza a tutti. L’interesse mediatico non è scattato.

A conti fatti di pagine e di spazi, un preservativo già un po’ vecchio e delle frasi su una conferenza internazionale discussa hanno ricevuto più attenzione. Altro che torpore, qui a forza di riportare tutto sempre ai soliti due o tre argomenti si rischia il sonno profondo.

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