L'Occidente, è rimasto solo con il suo pezzo di lattice

venerdì 27 marzo 2009

i Bruno Mastroianni, Tempi, 24.3.09

Sembra proprio che a soffrire di solitudine alla fine non sia il Papa ma una certa deriva della cultura occidentale. Arroccata sui suoi assunti, non è riuscita a trarre molto altro dal viaggio di Benedetto in Africa se non un inutile polverone mediatico sulla questione del preservativo.

Nel frattempo lì, nell’Africa reale, si svolgeva la vera storia: folle colorate ed entusiaste ad accogliere il Pontefice, incontri importanti con le autorità e con la popolazione, un dialogo sempre più promettente con le comunità musulmane, la consegna ai vescovi dell’Instrumentum laboris, vera summa di tutte le sfide che aspettano l’Africa e che saranno affrontate nel Sinodo di ottobre.

Non una visita pro forma, ma il passaggio di un pastore per ribadire che non saranno le risoluzioni internazionali a cambiare il mondo ma le conversioni del cuore. È la fede che spinge a prendersi sulle spalle i problemi degli altri. Lo dimostra l’impegno capillare della Chiesa che, nel continente, si occupa praticamente di tutto: dall’educazione all’assistenza sanitaria (coprendo il 30 per cento dei servizi di tutta l’Africa), fino ad arrivare alla difesa dei diritti della donna e dell’infanzia. Benedetto XVI ha trovato nell’Africa la dimostrazione vivente del suo messaggio centrale: «Dio fa la differenza», come ha detto ai giovani angolani.

Intanto l’Occidente che vive “come se Dio non esistesse” si arrovellava su un pezzo di lattice che in 25 anni ha risolto ben poco, e, secondo l’Ocse, gli aiuti all’Africa diminuivano dell’8,5 per cento. Che solitudine.

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