Le badanti servono alle donne

giovedì 22 maggio 2008

(Questo mio articolo è uscito su Metro il 22/05/2008)

È di questi giorni la notizia che 300.000 famiglie si troveranno in crisi perché le loro badanti potrebbero non avere il permesso di soggiorno. È l’ennesima batosta. Nel nostro Paese le politiche a sostegno della famiglia sono, rispetto agli altri Paesi europei, molto scarse. L’Istat fa sapere che le donne italiane vorrebbero avere più figli – i desiderati in media sono 2,2 a testa – ma poi, di fronte alle difficoltà economiche e organizzative, ci si accontenta della media di 1,3 figli, il che ci pone agli ultimi posti nelle classifiche dell’Unione.

Le motivazioni: difficoltà a conciliare il lavoro e la cura per i piccoli e scarsità degli asili nido – in Italia solo il 10% dei bambini dai 0 ai 2 anni li frequenta. Ora che decine di migliaia di badanti si ritroveranno improvvisamente fuori legge, le famiglie avranno un aiuto in meno. Le donne italiane sono costrette a supplire all’assenza di servizi adeguati, spesso lasciando il lavoro. Da noi l’occupazione femminile è attorno al 49%, uno dei tassi più bassi dei Paesi europei. Mentre in nazioni con un altro tasso di natalità l’occupazione femminile è maggiore – ad esempio in Scandinavia è attorno al 70%.
Mentre sui giornali si spendono parole su quote rosa e ministri donna, il resto del Paese si trova a far fronte a una disparità di fatto: le donne sono impegnate quotidianamente a supplire ai servizi che mancano in famiglia. La vera parità nel nostro Paese si raggiungerà quando l’attenzione alla famiglia, più che basarsi sui sacrifici di tante madri lavoratrici, diventerà una priorità per la politica.

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