Il matrimonio e la pace nel mondo

sabato 19 aprile 2008

Il papa, nei suoi discorsi, pone la difesa del matrimonio come strada maestra per realizzare la pace nel mondo. A rilevare questa interessante prospettiva è un un documento dal titolo “Pope Bendict XVI on Marriage: A Compendium” pubblicato dall’Istituto per il Matrimonio e le Politiche Pubbliche, con sede in Virginia, alla vigilia del viaggio del papa negli Stati Uniti.
Il testo raccoglie tutti i discorsi i cui il pontefice ha affrontato il tema del matrimonio e della famiglia - in totale 111 - mostrando come per Benedetto XVI la salvaguardia della famiglia e del suo ruolo è requisito per il raggiungimento della pace nel mondo e per il rispetto della dignità umana.
Porre il focus sul ruolo della famiglia, può suonare come una stranezza o una distrazione da temi più importanti, riconosce lo studio. In realtà Papa Benedetto si rende conto che il futuro del mondo non può essere lasciato solo a un generico quanto impersonale insieme di risoluzioni o politiche internazionali. Quello di cui ha bisogno la società di oggi è ripartire dalle persone e dalla loro educazione che non può avvenire se non nel clima di amore che si vive nella famiglia.
Lo stesso pontefice ha chiarito che questa sua insistenza sul matrimonio “non è involontaria”. Per il papa se viene meno la famiglia, se le nuove generazioni non ricevono un’educazione adeguata, viene minacciato l’intero ordine sociale e la pace. Nel ragionamento del papa l’ideale del bene comune non si può apprendere se non in quel nucleo essenziale della società che è la famiglia, solo da questa può derivare il rispetto del diritto e dell’ordine sociale, quindi l’impegno per coltivare la pace: “La famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d'amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costituisce il luogo primario dell'“umanizzazione” della persona e della società, la culla della vita e dell'amore. A ragione, pertanto, la famiglia è qualificata come la prima società naturale, un'istituzione divina che sta a fondamento della vita delle persone, come prototipo di ogni ordinamento sociale” (Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2008).
La famiglia insomma come scuola di pace e convivenza. Ripartire dalla famiglia è ripartire dall’essenziale. Nel mondo non basteranno le risoluzioni internazionali, le leggi, gli organismi e l’attività diplomatica per costruire la pace. Tutti gli interventi “dall’alto” non potranno mai sostituire quel potere che la famiglia basata sull’amore ha di far crescere uomini e donne capaci di fare della difesa dei diritti e della dignità della persona un’ideale di vita.
Il compendio, in lingua inglese, è reperiblie a questo indirizzo. Consiglio vivamente la lettura.

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