Il papà di Dolly ci ripensa

sabato 17 novembre 2007


Ieri il Daily Telegraph ha fatto sapere in un articolo che lo scienziato Ian Wilmut, pioniere della clonazione terapeutica, vuole abbandonare questa linea di ricerca per rivolgersi a tecniche più efficaci ed accettabili dal punto di vista etico.
Interessante notizia: non si è né convertito al movimento pro-life, né ha avuto una intuizione mistica. Semplicemente, come scienziato, ha valutato la situazione in modo razionale. Wilmut ha preso atto della tecnica ideata dal giapponese Yamanaka che ha ottenuto cellule staminali senza utilizzare (e poi distruggere) embrioni umani. E così ha deciso di muoversi nella stessa direzione.
Questa sì che è una vittoria della scienza, della ragione e anche, perché no, del bene comune. Adesso credo che ne vedremo delle belle: come reagiranno coloro che hanno investito milioni e milioni nella ricerca sulla clonazione terapeutica, visto che uno dei guru l'ha liquidata come poco efficace?

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