E se cattolici e ortodissi si riunissero?

domenica 18 novembre 2007


Il 15 novembre a Ravenna la Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico congiunto fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa ha emesso un documento che dà speranza. Nel testo si riconosce congiuntamente che ci deve essere un protos, un primate tra gli altri, che eserciti l'autorità a livello universale sulle chiese. Così come a livello locale nelle diocesi il protos è il vescovo, e così come nei patriarcati il protos è il patriarca, a livello universale si è convenuto che tale ruolo spetta storicamente al vescovo di Roma.
Il passo avanti nel dialogo è notevole. Certo ora manca definire quali siano le prerogative del protos. Non dimentichiamo che le Chiese Ortodosse si sono staccate dalla Chiesa di Roma da quasi 1000 anni e in questo ultimo millennio la Chiesa cattolica ha sviluppato e approfondito il ruolo e le prerogative del Papa in una direzione molto chiara. Il futuro del dialogo si giocherà tutto su come si intenderà congiuntamente il ruolo del pontefice.
Intanto per il prossimo 23 novembre Papa Ratzinger ha convocato un incontro pre-concistoro proprio per fare il punto sul dialogo ecumenico. Nel futuro il dialogo tra cristiani (cattolici, ortodossi, protestanti) sarà la vera cartina di tronasole della coerenza della fede di fronte al mondo. Quale Gesù portiamo alla gente? E' questa la domanda che le diverse confessioni si stanno facendo desiderose di far progredire il cammino verso un'intesa.
In un mondo in cui il relativismo ha distorto il concetto di dialogo, facendo crdere che sia possibile al massimo riconoscere le posizioni diverse senza che questo influisca sulla visione di ciascuno, i cristiani stanno mostrando nei fatti che si può dialogare con lo scopo di raggiungere la verità.
Un esempio luminoso per tutti.

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